Roberto “Bob” Mattioli – L’Uomo Che Sfida l’Avventura

Incontriamo Roberto “Bob” Mattioli – “Adventurer, Alpinista, Trail Runner, uno Sportman a 360°

Italy on Trail: Hai partecipato ad alcune spedizioni importanti insieme alla tua compagna Stefania Zarotti, ci puoi raccontare quali sono state per te quelle più significative?

Roberto Bob Mattioli: In ogni spedizione vivi momenti unici e irripetibili.

Fra quelle più significative ricorderei la spedizione in Kirgizistan sul Khan Tengri (7.010 mt) – In preparazione con Stefania, l’amico Alex Keim e la sua compagna Anna, abbiamo fatto diverse cime oltre i 4.000 mt nell’arco Alpino, fra queste anche il Monte Bianco (4.810 mt) affrontato senza troppa convinzione di raggiungere la cima, ma grazie all’inaspettata velocità delle nostre donne, seppure partiti tardi riuscimmo a raggiungere la vetta.

Roberto Mattioli, on Gran Paradiso, Italy
Roberto Mattioli, on Gran Paradiso, Italy

La spedizione in Kirgizistan fu impegnativa anche per l’invio dei materiali e dei cibi, oltre sei quintali per il nostro gruppo di sei persone. Poi il meteo ci bloccò al Campo 1 a quota 5.200 e dopo 15 giorni a spalare neve dalle tende dovemmo rinunciare e rientrare.

Decisamente meglio andò sul Monte Elbrus (5.642 mt) nella Repubblica Russa Kabardino-Balcaria. La cima è la più alta d’Europa e per questo una delle Seven Summit. In 36 ore con la Ste siamo saliti e scesi partendo dal paese sotto di Azau a quota 2.200 mt.

Nel 2017 invece per due volte sono stato sulla Seven Summit dell’Africa; il Kilimangiaro (5.895 mt ). Una prima volta il 2 Gennaio da solo, in quanto la Ste fu costretta ad abbandonare a quota 5.200 e poi insieme a lei il 3 Agosto e questa volta la soddisfazione fu doppia per esserci con lei.

Roberto in the 2.7 - VK
Roberto in the 2.7 – VK

Sempre insieme alla tua moglie Stefania Zarotti, entrambi parte del Team Pedini-Iret, avete avuto una storia sportiva dove eravate impegnati in alcuni dei più importanti Raid Adventure a livello Internazionale. 

Come sono stati quegli anni?

Con il Team Pedini-Iret abbiamo avuto la fortuna di poter gareggiare nei 5 Continenti e di vedere posti incredibili al di fuori di ogni rotta turistica, raggiungibili solo nell’ambito organizzativo di una gara o di una spedizione.

Siamo saliti 24 volte sul podio e di queste 10 sul gradino più alto.

Questo ci ha permesso di avere sponsor ed inviti da parte degli organizzatori. Stefania ha partecipato in questi Raid in numerose occasioni, a volte come atleta sul campo, altre nel ruolo di “assistente”. Questo ruolo è molto importante nella gestione della gara ed è grazie al buon lavoro dell’assistenza se un Team ottiene dei risultati eccellenti.

La Ste è stata sicuramente la nostra migliore assistente e una delle migliori del circuito internazionale.

Ora l’attività del Team Pedini-Iret prosegue in modo più ridotto, ed io metto a disposizione l’esperienza acquisita ricoprendo il ruolo di assistente. Nel 2017 con gli amici Alex Keim e Manu Lang abbiamo partecipato a due Raid in Francia e Canada ottenendo un 3° ed un 2° posto.

Roberto Mattioli, Réunion island
Roberto Mattioli, Réunion island

Inoltre sei uno Skyrunner e anche Consigliere NazionaleFISky. La storia dello Skyrunning in Italia ha una forte tradizione, ce la puoi accennare, insieme al tuo percorso sportivo e ruolo nella Fisky?

Lo Skyrunning nasce proprio in Italia nella prima metà degli anni ’90, grazie ad un lungimirante Marino Giacometti, attuale presidente della ISF – International Skyrunning Federation e fra i soci fondatori l’attuale presidente della FISky il Dr. Giulio Sergio Roi.

Lo Skyrunning nasce con due importanti mission: salire e scendere dalle vette delle montagne nel minor tempo possibile e con un progetto di ricerca medico scientifica per stabilire gli effetti prodotti dall’ipossia in alta quota su atleti sottoposti a prestazioni prolungate.

Fui subito attratto dall’idea di partecipare a questa ricerca e grazie al possesso dei requisiti cronometrici richiesti, entrai a far parte di quella prima schiera di skyrunner.

Il mio esordio avvenne nel 1996 alla Everest SkyMarathon una 42,194 km corsa sul Plateau di Tingri in Tibet a quota 4.350 mt.. Andò discretamente e come miglior esordiente nel circuito ebbi l’opportunità di tornare nell’edizione successiva nel ’98.

Ricordo con piacere anche la Cervinia /Breithorn (da 2.000 mt a 4.164 mt e ritorno) ed il Trofeo Kima, la gara per eccellenza degli skyrunner, portata a termine nel 1999.

Le conoscenze e le amicizie di quegli anni, dove si condividevano trasferte di diverse settimane, hanno fatto si che i rapporti di stima e di fiducia instaurati si traducessero con il tempo nella condivisione di progetti ed obiettivi per il futuro del movimento.

Così da circa 5 anni faccio parte del Consiglio Nazionale FISky in rappresentanza anche dei tecnici e della commissione percorsi.

Nel Novembre 2014 il CONI ha inserito la FISky nell “Osservatorio delle nuove discipline” e nel Maggio 2017 il CONI ha riconosciuto lo Skyrunning come disciplina associata all’ Alpinismo.

Come responsabile del SIT – Settore Istruzione Tecnici abbiamo organizzato diversi corsi di formazione a vari livelli, mettendo sempre al centro delle nostre attenzioni l’atleta e la sua salute. Il fatto che i programmi svolti in tali corsi siano stati presi ad esempio ed adottati da altri Enti (con un semplice “copia e incolla” ) ci rassicura della loro validità.

Sempre con l’obiettivo di promuovere la sicurezza e la salute degli atleti, stiamo promovuendo con la Società Italiana Medici di Montagna dei corsi per personale sanitario impiegato nelle gare di skyrunning, trail e ultratrail. Anche in questi corsi, che al momento si sono tenuti a Courmayeur e Bergamo, sono impegnato con alcune relazioni.

Roberto Mattioli - Tofane, Italy
Roberto Mattioli – Tofane, Italy

Roberto Mattioli, Race Director per il Tartufo Trail® , gara in Appennino Parmense, nel tuo territorio di provenienza, cosa rende speciale, il ’tuo Appennino’?

L ‘ “intrigante impegno” con la Tartufo Trail Running ® nasce quasi per caso quando mi fu richiesto dall’allora Presidente della Proloco Paolo Sacchi e dal responsabile del running della UISP l’amico Bruno Orlandini, di “trovare” un percorso trail.

Il mio compito doveva limitarsi a trovare un tracciato. La manifestazione è stata la prima a nascere nella nostra Provincia.

Quando tornavo a casa dalle trasferte dei Raid, che come dicevo, mi hanno consentito di vedere alcuni dei più bei posti al Mondo, mi rendevo conto però che anche il “mio” territorio era molto bello; avevo visto tante cose in giro per il Mondo e conoscevo poco “casa mia”. Ed ogni volta che tornavo ero sempre più convinto che abitavo in un posto con dei paesaggi molto belli, ma molto semplicemente non erano promossi e valorizzati come si meritavano.

Così da semplice “tracciatore di percorsi” iniziai a trovare soddisfazione pensando che un evento sportivo possa essere un importante evento di promozione turistica e di valorizzazione del nostro territorio.

Così la Tartufo Trail Running ® è stata oggetto di tesi di laurea per l’impatto che un evento sportivo può avere sul territorio e questo ci ha fatto particolarmente onore.

Nel giugno 2015 poi l’Unesco ha inserito l’Appennino Tosco – Emiliano fra le 17 Riserve M&B – Man and Biosphere presenti in Italia ed i territori interessati dalla TTR sono inseriti all’interno della Riserva.

Dopo tanti anni che continuavo a ripetere alla Ste le stesse cose sino a sfinirla (viviamo in uno dei più bei posti al Mondo ) l’Unesco ha confermato che è vero!

Hai anche tempo per seguire un altro progetto che riguarda la valorizzazione del territorio, e la ruralità di un luogo. “Rural”: una scommessa che sta portando degli ottimi risultati… ce la racconti?

Questo progetto mi ha portato, in un’età non più propriamente giovane ad un cambiamento nella mia attività professionale che mi ha sempre dato grandi soddisfazioni.

Il progetto “Rural” teso a salvaguardare quelle antiche razze animali che hanno fatto la storia delle nostre tradizioni contadine, e che le economie degli ultimi decenni avevano ormai condannato all’estinzione, il recupero di quelle coltivazioni ormai estinte in quanto non più sufficientemente redditizie, un ritorno se possiamo definirlo alle “nostre buone e sane origini” mi ha subito coinvolto.

L’ideatore del progetto “Rural” era al corrente di tutta la mia attività sportiva, senza che ne avessi mai parlato direttamente, e mi disse che secondo lui ero la persona giusta per organizzare le “Rural Adventure”, escursioni nell’Appennino Tosco-Emiliano alla scoperta di quelle biodiversità e di quegli allevatori e agricoltori “custodi” dei valori delle nostre tradizioni.

Così ora come Guida Ambientale Escursionistica posso fare anche professionalmente quello che ho sempre amato : stare il più possibile in mezzo alla natura.

 

A highly condensed Bio – Roberto Mattioli – see more here: Team Pedini-Iret
14 Marathons between 2h.46’ e 2h.56

Cross country skiing 
More than 80 Gran Fondo including 14 Marcialonga, 2 Vasaloppet and the Worldloppet.
Arctic Circle Race,  Rajalta-Rajalle Hhito.

Skyrunning & Trail running 
Everest Sky Marathon,  International Fila Sky Marathon, Trofeo Kima, Trail des Balcons d’Azur, Abbots Way, Maxi Race d’Annecy.

Raid multisport 
World Championships Canada 2006, World Cup 2009, Adventure Challenge Abu Dhabi, Rewoolution Summer Raid,  Trofeo Schiaffino.

Expeditions 

2013 Kirgizstan – Khan Tengri Peak  (7.010 mt)
2014 Monte Elbrus 5.642 mt.
2014 GR20 

Orienteering – Italian Orienteering Championships – Middle distance – M55 Category 

 


Maria E. BelliniMaria Elisabetta Bellini is Italyontrail.com’s founder, born in the U.K, she came to running whilst living in Italy, where she still lives and trains. Never ceasing to marvel at what’s at the summit of a hill, or around the bend along the trail, she loves using trail running as a means to explore nature, contemplation and Italy.